lunedì 26 luglio 2010

Niente censura ad Internet.. in Islanda

Peccato che solo in Islanda abbiano compreso l'importante utilità di lasciare la libertà di pubblicazione sulla rete. Leggo su Reppubblica di oggi che in Islanda è stata approvata una legge che garantisce uno “scudo” quasi totale a chi metterà su Internet segreti militari, giudiziari, societari e di Stato di pubblico interesse. I blogger saranno protetti dai processi. “Sarà difesa la libertà d’espressione”. E così la piccola isola potrebbe diventare il bunker del giornalismo d’inchiesta. Ma anche un posto dove farsi ricchi. Immaginate il ritorno ipotetico sull'economia di tutto ciò

martedì 2 febbraio 2010

Fusione Telecom Telefonica

Riprendo dal blog di Beppe Grillo e pubblico una nota. Vi par mai possibile che l'azienda più strategica del paese venga ceduta ad una società straniera? E su tutto si adombra il presunto sospetto che sia la solita manovra per favorire sempre la stessa medesima persona?
Dal blog di Beppe Grillo:
Atto primo: Telecom Italia patteggia per le intercettazioni eseguite su migliaia di italiani sotto la gestione Tronchetti. Un obolo, solo 7 milioni. Negli Stati Uniti Telecom avrebbe fatto causa a Tronchetti e a Buora che sarebbero in galera con Tavaroli e Cipriani.
Atto secondo: il tronchetto diventa presidente di Mediobanca, la più importante banca d'affari del Paese. Per uno che ha ridotto la Telecom in cenere è il posto giusto per finire il lavoro. Consigliere di amministrazione di Mediobanca rimane sempre Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, ottenuta dal padre grazie alla corruzione dei giudici.
Atto terzo: il plurimputato Cesare Geronzi diventa presidente delle Assicurazioni Generali con il supporto di Berlusconi. Le Assicurazioni Generali sono una potenza economica, la prima assicurazione italiana con partecipazioni nazionali e internazionali ovunque.
Atto quarto: Telecom viene venduta a Telefonica, la società di telecomunicazioni spagnola. Tecnicamente è una fusione, in pratica è una cessione. Prima della svendita del merchant banker D'Alema ai capitani coraggiosi Colaninno e Gnutti, che acquistarono l'azienda a debito, era Telecom che poteva comprare Telefonica. 10 anni dopo il Paese è andato a puttane e il rapporto Telecom/Telefonica si è invertito anche grazie al tronchetto che vendette parti strategiche e assett di Telecom uno dopo l'altro, persino a sé stesso come avvenne con gli immobili ceduti a Pirelli Re Estate e invece di usare i dividendi per ridurre il debito e fare investimenti, li incassò insieme ai soci uniti a favolose stock options. Telecom ha oggi una capitalizzazione di 14,5 miliardi contro gli 83 di Telefonica. Il suo titolo è precipitato negli ultimi 8 anni e ha debiti per 35 miliardi di euro, quasi pari al fatturato. Insomma deve vendere per non fallire.
Atto quinto: Telefonica non potrà disconoscere il patteggiamento di Telecom per le intercettazioni (arrivato un istante prima dell'annuncio della fusione...) e il tronchetto non avrà più nulla da temere.
Tutto previsto, i cialtroni hanno questo di bello: sono prevedibili. Anticipai la vendita a Telefonica il 4 agosto 2008. Era l'unico possibile salvagente per non mettere in liquidazione l'azienda e sulla strada 70.000 persone.
Lo scrissi anche a Franco Bernabè il 16 dicembre 2008 : "Lei sa bene chi ha distrutto il valore della Telecom. Conosce i nomi dei responsabili, dei politici e degli imprenditori con le pezze al culo. Non completi la loro opera. Li denunci, chieda loro un cospicuo risarcimento in qualità di amministratore (le carte le ha), venda a Telefonica (tanto prima o poi succederà) e si ritiri nella sua Vipiteno."
Bernabè rispose il 23 dicembre 2008 in una lettera in cui diceva: "Il mio obiettivo è di fare di Telecom Italia quello che avrebbe già dovuto essere dopo 10 anni di liberalizzazione: l’asse portante della modernizzazione di questo Paese. Il resto lo lascio alla Magistratura, per ciò di cui è competente, e agli Azionisti, che stanno supportando questo sforzo anche loro non senza sacrifici. Quindi mi spiace deluderla, non venderò a nessuno, e soprattutto voglio ritirarmi a Vipiteno, o magari altrove se lei me lo consente, solo quando avrò finito il mio lavoro."
Ecco, ora che ha finito il suo lavoro (quale?), che i precedenti amministratori sono liberi, ricchi, impuniti e promossi e che Telecom sarà venduta (guarda caso) a Telefonica, è veramente giunto il momento di ritirarsi a Vipiteno.

sabato 10 ottobre 2009

Acknowledgements


A questo punto di un viaggio usa fare i ringraziamenti, ed io avventuroso viaggiatore non intendo esimermi. Credo che quello dei riconoscimenti a quanti ci hanno supportato, aiutato, guidato durante il nostro lavoro sia un momento fondamentale.
l’Ateneo. Intendo iniziare rivolgendo un ringraziamento di cuore al mio relatore Francesco Amoretti, guida fraterna e stimolo costante durante tutta la stesura della tesi, e al mio correlatore Vito Iorio per la sua cortese disponibilità.
Ad essi vorrei aggiungere tutti gli altri docenti, in particolare: Gino Frezza sempre attento e generoso di consigli nei miei confronti; Emilio Lillo D’Agostino bizzarro e fascinoso; Guelfo Tozzi che mai mancava di chiedere dei progressi nella mia carriera universitaria, come pure faceva Paolo Piciocchi, ed anche lui ringrazio. Come dimenticare poi amici come Alfonso Amendola e Felice Addeo. Come dimenticare il ‘mitico’ Alessandro Laudanna.
Tutti uomini? No, ritengo ad esempio, l’incontro con Caterina D’Elia e con Daniela Vellutino fra le tappe più importanti di tutta l’escursione, per cui vanno aggiunte alle persone verso le quali ho un debito di riconoscenza.
– I could never forget anyone of them, I will never forget Shane Niall O’ Higgins, one of us – .

Shangri-La. Ottobre 2004, sono arrivato all’UniSa per assistere alla cerimonia di apertura che terrà Roberto Cordeschi, ondate di ragazzi rumorosi mi travolgono, mi stordiscono, quasi affogo. Ancora non conoscevo don Marco.
Atterrito e preso dallo sconforto ero ormai deciso a tornare indietro – per l’alto livello di segretezza che ammantava i miei primi passi universitari, nessuno avrebbe saputo, della mia viltà –, quando ho incontrato una ragazza, dai capelli (moltissimi) ricci, lunghi e morbidi, con gli occhi verdi, le chiedo di indicarmi il leggendario Centro Stampa. Ebbene, questa ragazza (come mi avesse) preso per mano, mi ha condotto pazientemente fino alla Laurea Triennale. – Grazie Serena, sai quanto ti voglio bene –.
Poi come un fiume in piena sono venuti Adriano, Leonardo, Roberta Di Folco, Gennaro Romano, Sebi, Domenico, Dodored ed altri ancora, tanti troppi per ricordarli tutti. Tuttavia, Roberta Ciaburri devo nominarla per avermi aiutato in zona Cesarini con un suggerimento al limite dall’ammonizione in uno degli esami sostenuti.
Con altri giovani meravigliosi ho potuto approfondire il rapporto, solo alla magistrale, studenti come: Erika, Maria Letizia, Dadi, Lula che ride, Grazia, Cono Vincenzo, resteranno impressi nella mia mente, con i loro occhi vispi e lo sguardo intelligente, ed il loro accettarmi con curiosità. E poi, Domenico, Platinello, Fiore, Maria Fabozzi un pozzo di ironia, Roberta Finicelli ogni volta più bella, Gianfranco e, infine ma non in coda, Michela Barbarino, una esperienza ristrutturante, andrebbe ringraziata solo per il fatto che esiste, una ragazza troppo vera, per.. come dire, essere vera. Questo è stato e resterà il mio Shangri-La.

Dei sognatori come me. Ho sempre vissuto avendo come stimoli i sogni, Shangri-La è stato uno di essi. Un viaggio onirico, a volte incanto a volte allucinazione, consumato insieme ad altri instancabili eroi come me.
Indimenticabile compagno, ad esempio, è stato Luciano Arciuolo, professore di matematica, che per tenersi occupato aveva deciso, ultra quarantenne deluso dalla politica, di ripercorrere le strade della formazione ripartendo dal basso, un caro amico che ancora sento al telefono.
Indelebile sarà il ricordo di Romilda D’Urso, professoressa di lettere in pensione, À la recherche du temps perdu.
Ancora una volta, per ultimo, ma principalmente per evidenziarne la rilevanza, devo porre una persona molto importante, Giacomo Paraggio, il mio fratello Jack. Senza di lui non avrei potuto ottenere gli alti risultati conseguiti, un personal trainer efficace ed efficiente per dirla alla Piciocchi. Un amico unico, col quale tirare tardi per pianificare, fra un motto di spirito e una battuta, tutte le tappe del cammino da percorrere. Un confidente, anche per questioni non strettamente inerenti la carriera formativa, un uomo saggio, – ‘n’amico che sape campa’–. Gli auguro di trovare quello che cerca.

Liliana Longobardi. Mi avvio alla conclusione, ringraziando con tutto il cuore, una donna per la quale nutro la massima ammirazione, sotto tutti i punti di vista, è Liliana Longobardi, che con l’occhio amorevole di una sorella mi ha guidato nei passi fondamentali della mia vita universitaria. Grazie anche a te amica mia, grazie di tutto.

Angela Parlato. E’ mia moglie, una donna splendida che ebbi la fortuna di incontrare più di trent’anni fa, la amo sopra ogni cosa. In queste righe finali (...la cosa la imbarazzerà, schiva come è, ma non m’importa), voglio chiederle perdono per averla trascurata durante questi cinque anni. Lei prima di me ha compreso l’importanza di quanto stavo facendo, e instancabile come al solito è corsa in mio aiuto.

Non so se ho meritato tutto questo...

La Cina chiede più libertà su Internet

I cinesi chiedono maggior libertà nell'accesso ed utilizzo della Rete. Pubblico un link a Repubblica di oggi che tratta molto bene l'argomento. Cina un altro Paese in cui la libertà di stampa non esiste..

venerdì 24 aprile 2009

Il pericoloso mondo del lavoro

Vorrei segnalarvi un link ad un sito molto iteressante che tratta degli incidenti sul lavoro:
http://www.ilmondochevorrei.org/ provate a visitarlo ci sono molte informazioni ed è ben curato.

mercoledì 1 aprile 2009

Primo aprile qualche voce a favore di un'Internet libera

Si è scoperto che sulla rete funzionano i modelli dove l’industria culturale prende l’iniziativa e capisce che per evitare che la rete le provochi danni irreparabili bisogna inventare, capisce che non bisogna chiedere l’intervento delle forze dell'ordine, ma bisogna adottare una tattica zen, capire la rete e avere un’offerta coerente con i suoi meccanismi distributivi (leggi l'articolo di Repubblica del 1-04-2009)

venerdì 20 marzo 2009

Da La Repubblica di oggi 20 marzo 2009

Il Ministro della Giustizia on. Alfano riparla di controllo della Rete, lo fa nel peggiore dei modi mostrando o di non aver capito la domanda che gli è stata posta da una ragazzino di V° Elementare o di non conoscere perfettamente le leggi a cui il suo Ministero sovrintende (Repubblica 20 marzo 2009). Provate a leggere l'articolo.

lunedì 23 febbraio 2009

ULTIMI INDIRIZZI WEB AFFRETTARSI

In vigore dal 1981, l'attuale protocollo degli indirizzi delle reti di Internet, l'Ipv4, consente di gestire fino a quattro miliardi di indirizzi di terminali, soglia - peraltro teorica - che secondo gli esperti sarà raggiunta entro un paio d'anni (repubblica del 23 febbraio). Ecco dal 2001 potrebbero non esserci più indirizzi web disponibili.Occorrerebbe accelerare l'Ipv6, e quindi gli investimenti nella banda larga

mercoledì 18 febbraio 2009

PREMESSA AL FINAL REPORT

La globalità, con le sue tecnologie ha condotto ad una richiesta di rinnovamento, nelle democrazie occidentali ad una reinvenzione del modo di governare e di farsi governare. La telematica, va via via assumendo un ruolo fondamentale, le nuove tecnologie hanno permesso la rapida circolazione delle informazioni e la creazione di linguaggi comuni, guidando, a profonde trasformazioni organizzative e istituzionali, le democrazie contemporanee. In uno stato moderno le nuove tecnologie sono il nerbo dei processi comunicativi e di socializzazione evoluta, tra istituzioni e cittadini, ecco dunque, che nel corso di Politiche per il Governo e la Democrazia Elettronica, si è tentato di ricostruire da un punto di vista tecnico concettuale il modello della democrazia elettronica, mediante l’utilizzo di: indicatori empirici, lezioni in aula, attività di laboratorio, ricerche ed altro ancora. Gli indicatori dell’e-democracy e dell'e-government hanno dato supporto pratico all’analisi dei progetti di democrazia elettronica e governo elettronico. Metodologie ed indicatori, più solitamente impiegati dalle istituzioni nazionali e sopranazionali nelle fasi di elaborazione, realizzazione e monitoraggio dei programmi di sviluppo di questa nuova modalità di organizzazione della politica democratica. A tal proposito sono stati trattati in modo approfondito alcuni fra gli esercizi più sintomatici di governo elettronico a vari livelli di organizzazione del potere politico. Tuttavia l’esperienza didattica formativa non si è esaurita in questo, anzi, l’insegnamento all’uso pratico di un programma di pubblicazione guidata – Blog – ha dato il via, contemporaneamente, ad una serie di confronti fra studenti i quali ognuno a suo modo, hanno reso possibile con la tecnica del diario online, la comune crescita critica. In ordine, almeno per quanto concerne la nostra esperienza, sono stati trattati i seguenti temi:
Infine su i blog degli autori di questo report, sono presenti alcuni file, fruibili mediante un link esterno, che riportano:
  1. in una tabella (pivot) excell le varie analisi di indicatori WAES di vari siti istituzionali nazionali e sovranazionali, come ad ottenerne un raffronto numerico, grafico, di intuibile comprensione;
  2. un file ppt, che riporta alcuni tracciamenti dati ottenuti con l’utilizzo di un software open source, estremamente significativo per chi volesse valutare l’effettiva democraticità del navigare sulla rete.
Questo a brevi tratti è quanto risulta fruibile mediante la consultazione on-line dei blog di Corrado e di Giacomo. Il testo recuperabile a questo link, invece, ad opera della lettura di due articoli uno di L. Lessig ed uno di J. L. Zittrain, tratterà della regolamentazione di Internet. Non saranno trascurate a riguardo le opinioni di R. Stallman e di M. Marchiori et alii.

lunedì 16 febbraio 2009

LA BAIA DEI PIRATI ALLA SBARRA


In "Death of Cyberspace" di Lawrence Lessig, c'è una geniale anticipazione di quanto stiamo vivendo in questi giorni: oggi in Svezia, inizia, il processo più importante degli ultimi dieci anni per il peer to peer; quello a Pirate Bay, il più noto sito web per scaricare file di ogni tipo, gratis, grazie alla tecnologia torrent. I rappresentanti legali dell'industria del copyright si contrappongono ai gestori del sito: gli svedesi Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundstrom.

Non è un processo come tanti quello contro Pirate Bay, perché il sito simbolo del peer to peer, rappresenta la filosofia libertaria di quanti vivono in rete eludendo il copyright, convinti - Lessig per primo - che la cultura debba circolare liberamente nel cyberspace. Il processo è seguitissimo dalla stampa di tutto il mondo, da blogger e user pronti a sostenere i giovani gestori del sito. Pirate Bay, cerca di sensibilizzare l'e-opinion rendendo il processo stesso un fenomeno mediatico - a tal proposito ha aperto un sito dedicato che fornisce aggiornamenti in real time di quanto accade in aula-; sfruttare il processo per portare avanti le proprie idee è un ottimo veicolo di pubblicità, l'avversione ad un vecchio modello di promulgazione della cultura, ancora legata agli editori ed alle case discografiche.

Purtroppo, cari amici lettori, il vento sta cambiando, in Europa e nel mondo, le previsioni di Lessig diventano ogni giorno sempre più reali, legali contro legali, lacci e laccioli imbriglieranno la rete con il pretesto del diritto d'autore, gli interessi in ballo sono enormi e nuove leggi e tribunali sembrano aver preso di petto la questione tentando di risolverla una volta per tutte.. Vedremo come andrà a finire, speriamo solo che Lessig sia stato troppo pessimista.

QUALCHE CHIARIMENTO SULLA TRACCIATURA DEI DATI

In un "post più vecchio" ho trattato la tracciatura dei dati su Internet; in che maniera può essere fatta, quali sono le motivazioni per cui si fa, quali gli scopi. Attraverso questo link.. tento di portare alla luce un punto di vista nuovo, ovvero, una volta che abbiamo imparato a tracciare il percorso dei dati, perché non proviamo ad analizzare questo sentiero? Osservando con attenzione il cammino dei dati mentre raggiungono la Cina, Cuba, il Venezuela o altre destinazioni, noteremo che in ogni caso le varie comunicazioni "debbono" transitare per dei nodi americani.. Tutti i dati passano queste forche caudine, vadano verso il Giappone, verso l'Africa, verso il Sud-America . In larga parte, siano informative scambiate fra ambasciate o lettere d'amore per San Valentino, siano esse transazioni commerciali o messaggi d'auguri, hanno un unico tracciato obbligato da ripercorrere. Non è inquietante sapere che poche persone al mondo possono "scrutare" qualsiasi tipo di informazione trasmessa sulla rete? A me vengono i brividi..

sabato 14 febbraio 2009

WAES COMPARATI

Seguendo il Blog di Giacomo, notando la sua pubblicazione di un'analisi WAES fatta al sito del Governo irlandese ho pensato di riportare in un file /*.xls/ una sorta di report di varie analisi svolte da alcune/i mie/i colleghe/i. A questo link potrete fruire comodamente del risultato, nella tabella pivot realizzata sono stati inseriti i WAES di:
Marianna; Antonello; Romilda; Gianfranco e Corrado.
Nel file si troveranno tutte le indagini rapportate fra loro con una "svelta" analisi grafico-comparativa che faccia rendere conto del rapporto fra i vari approcci all'e-democracy di alcuni Governi Istituzionali nel mondo.

venerdì 13 febbraio 2009

Ecco la risposta di Facebook


I vertici americani del Social Network, seppur con qualche ritardo, danno una risposta all'emendamento D'Alia (UDC). Fb risponde che adottare una politica del genere è come adottare come misura di sicurezza l'interruzione di una linea ferroviaria perché sui vagoni dei treni i graffiti rappresentano immagini e scene sconce o da censurare. [Sob!!] Non si viaggerebbe più né in Vesuviana né in Metropolitana, sì si potrebbe chiudere un nodo ferroviario come si chiude un network, potrebbe essere un'idea, fra le tanti geniali dei nostri amministratori questa non sfigurerebbe.

giovedì 12 febbraio 2009

COME FARSI MALE DA SOLI ANCHE SE NON LO SI DESIDERA

In proposito a quanto riferito nel post precedente, vi collego ad un'intervista a D'Alia che la dice lunga su quanto si prospetta per Social Network, Blog, e quant'altro.. Rivelazioni che hanno del fantastico del tipo che se io dico una parolaccia ad Antonello, o peggio gli dico che gli romperò la faccia appena lo rivedo, ed anche se Antonello è il nick name di un tizio che abita dall'altra parte del mondo - avendo riportato una "minaccia" il blog, Social Network o quel che sia, deve essere oscurato. Di questo passo potrò scrivere che odio a morte Giacomo, per far oscurare un intera piattaforma per Blog, il nostro nella fattispecie. Oggi, dove le minacce volano al primo incrocio con le auto in transito a croce uncinata - croce uncinata si potrà dire? Boh?! Anche se Giacomo non mi legge e non lo sa! Ragazzi il problema è serio.

P.S.: se a quanto detto aggiungiamo le vibrate proteste di Rifondazione Comunista per la cancellazione della propria pagina da Facebook il quadro è completo

COME FARSI DEL MALE DA SOLI

Leggo da Repubblica online l'articolo, relativo alle problematiche nascenti non solo su Face Book, ma su tutti i social network, ossia, usare il Sn non per allargare le proprie conoscenze esercitando il diritto democratico dell'esprimersi liberamente, ma utilizzandolo per inutili facezie, per stupide cose Tutto ciò apre una serie di domande: "è giusto censurare colui che inneggia a Totò Riina? E se un giorno un utente di Fb si dedicasse alla più greve blasfemia, sarebbe da censurare?" Secondo Lessig, non si può ledere il dritto di alcuno ad esprimersi ma qualche dubbio in questi casi sorge "spontaneamente". Non basta giustificarsi pensando che la "madre dei cretini è sempre gravida"; ci vuole altro, più mobilitazione, coprire semmai il marcio col velo della non curanza. Oggi un emendamento a firma D'Alia potrebbe richiedere la messa in campo di ulteriori controlli sulla rete, controlli che stavolta agirebbero direttamente sui social network. Lessig ne resterebbe esterrefatto, ma se la motivazione come si legge nell'articolo è quella di evitare che su Fb si inneggi a Totò Riina, è chiaro che sia comprensibile che parte dell'audience conceda un minimo di accordo nello stringere ulteriormente le maglie dei controlli. In effetti qualche riferimento del genere lo ritroviamo anche nelle riflessioni di J. L. Zitrain. Se ad esempio un buontempone si spaccia per Alessandro Del Piero, creando una falsa identità sul social network più in voga, e se attraverso questa falsa identità passa il tempo ad inneggiare al nazismo e all'antisemitismo, è ovvio che il calciatore ignaro, per tutelare la sua immagine e soprattutto perché contrario a quanto accreditatogli, si rivolga ad un legale per le cautele del caso.. ed ecco paventarsi lo spettro della guerra fra legali tanto temuta da Lawrence Lessig, una guerra fratricida che potrebbe spegnere con i suoi ammorbanti fumi la vita della e nella rete.

venerdì 6 febbraio 2009

MESSAGGIO PER IL VISITATORE

Ormai le ore dedicate alle lezioni in aula ed al laboratorio sono terminate, è tempo di: report, resoconti, bilanci. E' in via di stesura, la relazione finale che riassuma in brevi ma cogenti righe: impressioni, valutazioni ed esperienze -che hanno arricchito l'e-pensiero di tutti gli allievi-. Nello specifico Giacomo ed io tratteremo il cyberspace ed i limiti alla sua libera fruizione dal punto di vista di Zittrain e Lessig (non trascurando al riguardo le opinioni di Stallman), con l'intento di interpretare il pensiero di questi fondamentali scienziati della legalità e del web e darne un resoconto ampio ai lettori del blog e non solo.

P.S.: Il blog sul quale stai navigando è stato impostato per favorire una lettura dal primo argomento postato all'ultimo, come si fruisse di un libro.

giovedì 4 dicembre 2008

Finalità

Lo scopo di questo blog è racchiuso nell'intenzione di avere un confronto sinergico con tutti gli studenti - e non - che seguono con attenzione il problema dell'e-democracy.
Attraverso il contatto via web, si potranno discutere metodologie e sistemi di attuazione per una puntuale analisi dei livelli di "Democrazia Elettronica". I quesiti da porsi scaturiranno mano a mano che si avanzerà nel corso di studi tenuto dal prof. F. Amoretti e dal suo collaboratore dott. M. Santaniello.

COS'E' L'E-DEMOCRACY

E-Democracy, contrazione di Electronic Democracy (Democrazia Elettronica), neologismo in lingua inglese con cui comunemente si intende descrivere l'utilizzo delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione all'interno dei processi democratici. Le pratiche democratiche vengono comunemente associate alle elezioni e al voto, che sono lo strumento più conosciuto della democrazia rappresentativa. Quando il rapporto tra politica e cittadinanza diventa più partecipato, attivo e diretto si parlerà, invece, di democrazia partecipativa. Negli ultimi anni stanno emergendo nuove forme di partecipazione democratica che, oltre ad essere partecipate, tendono a utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione. Le Istituzioni, avvertono la necessità di conoscere più direttamente i bisogni e le esigenze della popolazione (e la cittadinanza sente di poter e dover partecipare di più alla vita politica di una nazione), per cui sono spinte ad utilizzare qualsiasi canale di dialogo, fra cui quello offerto dal web. Il principio generale di Democrazia Elettronica Partecipata, comprende le pratiche e le sperimentazioni di utilizzo delle tecnologie telematiche (Internet o telefonia mobile) da parte dei cittadini per condizionare le scelte politiche delle istituzioni democratiche di qualsiasi livello (locale, nazionale, sovranazionale, internazionale) attraverso:

  • l'accesso alle informazioni politicamente rilevanti (archivi ipertestuali in linea);
  • l'offerta di luoghi di discussione pluralista (conferenze elettroniche, newsgroup);
  • la possibilità per tutti di intervenire in modo più o meno vincolante nei processi decisionali (voto elettronico, sondaggi permanenti).

Dunque, l'e-Democracy, dovrebbe essere l'insieme di strumenti di accesso e informazione che permettono ai cittadini di votare consapevolmente e di controllare nel tempo che i loro rappresentanti agiscano in conformità al mandato ricevuto. A tale scopo è fondamentale per l’e-Participation l’abbattimento del divario digitale (digital divide), in maniera da consentire l’accesso alle ICT (Information and Communication Technologies) per ciascun cittadino. A tal proposito, citando Derrick De KercKhove (sociologo canadese allievo di Mc Luhan):"Internet [...]è trasparenza e la democrazia non può che guadagnarci e tanto dall'assoluta trasparenza, come nello Stato dell'India dove la corruzione è stata quasi debellata perché, sono state messe in rete le informazioni sul come vengono spesi i soldi pubblici e a chi vengono dati. Trasparenza come base per la decisione e il coinvolgimento dei cittadini in un'epoca post-ideologica, in cui le differenze tra partiti contano poco e niente, l'autogoverno dei cittadini attraverso la Rete è il futuro per questo noto e ascoltato sociologo canadese [...]. Per Pierre Levy, sociologo francese, ritenuto uno dei "maestri del pensiero" della Rete, Internet diventa addirittura un'utopia salvifica per la democrazia che con grande enfasi ritiene l'unica alternativa praticabile e vincente per il governo del mondo e delle realtà locali: la "cyberdemocrazia planetaria". Nel Piano Nazionale di e-government si pone tra le cinque principali linee d'azione dei prossimi anni l'avvio di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale, definiti di "e-democracy". L'intento dichiarato è fronteggiare la crescente complessità delle decisioni pubbliche con un coinvolgimento ampio delle competenze ed esperienze diffuse nella società, attivando dinamiche a distanza di contatto, dialogo e consultazione. L'e-democracy contraddistingue quei processi che prevedono l'uso di strategie e tecnologie dell'informazione e della comunicazione da parte degli attori democratici (amministratori, cittadini, associazioni, enti pubblici e privati) nell'ambito dei processi politici e di governo di comunità locali, nazionali e internazionali. L'e-democracy è il punto di arrivo del percorso che dalle azioni di e-government si propone di costruire una più ampia e-governance con l'obiettivo di migliorare la qualità della convivenza comune passando attraverso l'infittirsi dei rapporti tra i soggetti attivi sul territorio. Per raggiungere livelli di efficacia l'e-democracy deve riassumere almeno tre dimensioni:
  1. l'informazione, come premessa ad un rapporto trasparente e paritario tra i vari attori democratici;
  2. il dialogo, più gestibile e amplificato grazie all'esistenza di nuovi canali di comunicazione;
  3. la consultazione, con forme variabili di contatto a distanza finalizzato alla partecipazione concreta di tutti gli attori alla redazione di documenti e alla presa di decisioni.
Il grado di sviluppo di queste dimensioni classifica gli strumenti on line della e-democracy secondo il loro livello di interattività e il livello della potenzialità di incidere direttamente sul livello della governance locale. Avviare iniziative di democrazia elettronica non significa tanto "dare voce" ai cittadini, ma invogliarli a partecipare, a percepire altri momenti di coinvolgimento diretto che non siano solo quelli legati al momento del voto. E' necessario, in primo luogo, un background di informazione, ampiamente disponibile e accessibile nei contenuti e nel linguaggio. E' importante poi che l'amministrazione si dimostri aperta al contatto e che siano previsti spazi, on line ma anche off line, dove esprimersi secondo delle regole prestabilite. I decisori o i funzionari pubblici , nell'apprendere l'uso delle nuove tecnologie di comunicazione, devono imparare a partecipare, a rispondere, ad indicare i tempi della risposta, a fare uso delle informazioni emerse dalle discussioni. I prodotti dell'interazione possono essere parte di un processo decisionale. In questo caso i cittadini sono parte di un percorso di cui sono chiare le tappe (il momento informativo, consultivo, decisionale), le modalità (livello di ascolto delle opinioni, forma di accoglimento delle proposte), gli attori (partecipazione dei decisori locali, di funzionari pubblici, di cittadini, di associazioni) e gli obiettivi (progettazione cooperativa di un documento, proposta di soluzioni alternative per progetti in corso, emendamenti ad una bozza in discussione, espressione di pareri su decisioni prese o in corso, e così via). Un'indagine dell'OCSE ("Citizens As Partners. Information, Consultation and Public Participation in Policy Making", 2001) ha individuato cinque macro fasi nel processo di partecipazione popolare, che possono aiutare a capire a livello pratico le tipologie di attuazione dello stesso:

  1. l'informazione;
  2. il feedback;
  3. la consultazione dei cittadini;
  4. la partecipazione attiva, volta a proporre e discutere soluzioni alternative;
  5. la valutazione che gli utenti sono chiamati a fare sui risultati del processo partecipativo.
La valutazione del livello di e-democracy raggiunto da un paese e dalle sue Istituzioni, si compie mediante l'utilizzo di varie tecnologie e metodologie. Fra di esse troviamo lo studio di indici come l'E-PI (che valuta i siti ufficiali dei partiti politici), l'E-LI (che valuta i siti ufficiali dei Parlamenti), il WAES (che valuta i siti ufficiali di governi o ministeri. Un ulteriore indagine può essere svolta mediante il metodo di analisi parametrica ARPA-L (Analisi delle Reti della Pubblica Amministrazione Locale). Con questo metodo, non trattato in questa sede, i siti vengono analizzati sulla base di oltre 120 indicatori, che contribuiscono in vario modo alla formazione di sei indici settoriali. Il fine di questo blog sarà posto nel tentare di valutare alcuni siti Istituzionali, e non solo. In una parte di esso si tratterà anche la questione della struttura di rete, della neutralità di questa e la libera navigazione.