lunedì 23 febbraio 2009
ULTIMI INDIRIZZI WEB AFFRETTARSI
In vigore dal 1981, l'attuale protocollo degli indirizzi delle reti di Internet, l'Ipv4, consente di gestire fino a quattro miliardi di indirizzi di terminali, soglia - peraltro teorica - che secondo gli esperti sarà raggiunta entro un paio d'anni (repubblica del 23 febbraio). Ecco dal 2001 potrebbero non esserci più indirizzi web disponibili.Occorrerebbe accelerare l'Ipv6, e quindi gli investimenti nella banda larga
giovedì 19 febbraio 2009
mercoledì 18 febbraio 2009
PREMESSA AL FINAL REPORT
La globalità, con le sue tecnologie ha condotto ad una richiesta di rinnovamento, nelle democrazie occidentali ad una reinvenzione del modo di governare e di farsi governare. La telematica, va via via assumendo un ruolo fondamentale, le nuove tecnologie hanno permesso la rapida circolazione delle informazioni e la creazione di linguaggi comuni, guidando, a profonde trasformazioni organizzative e istituzionali, le democrazie contemporanee. In uno stato moderno le nuove tecnologie sono il nerbo dei processi comunicativi e di socializzazione evoluta, tra istituzioni e cittadini, ecco dunque, che nel corso di Politiche per il Governo e la Democrazia Elettronica, si è tentato di ricostruire da un punto di vista tecnico concettuale il modello della democrazia elettronica, mediante l’utilizzo di: indicatori empirici, lezioni in aula, attività di laboratorio, ricerche ed altro ancora. Gli indicatori dell’e-democracy e dell'e-government hanno dato supporto pratico all’analisi dei progetti di democrazia elettronica e governo elettronico. Metodologie ed indicatori, più solitamente impiegati dalle istituzioni nazionali e sopranazionali nelle fasi di elaborazione, realizzazione e monitoraggio dei programmi di sviluppo di questa nuova modalità di organizzazione della politica democratica. A tal proposito sono stati trattati in modo approfondito alcuni fra gli esercizi più sintomatici di governo elettronico a vari livelli di organizzazione del potere politico. Tuttavia l’esperienza didattica formativa non si è esaurita in questo, anzi, l’insegnamento all’uso pratico di un programma di pubblicazione guidata – Blog – ha dato il via, contemporaneamente, ad una serie di confronti fra studenti i quali ognuno a suo modo, hanno reso possibile con la tecnica del diario online, la comune crescita critica. In ordine, almeno per quanto concerne la nostra esperienza, sono stati trattati i seguenti temi:
- cos’è l’E-Democracy;
- l’indicatore E-Pi – Electronic Party index –, sua applicazione;
- l’indicatore E-Li – Electronic Parliament index –, sua applicazione;
- l’indicatore WAES – Web Site Attribute System –, sua applicazione;
- il Traceroute, metodo di tracciamento dei dati, sua applicazione.
- in una tabella (pivot) excell le varie analisi di indicatori WAES di vari siti istituzionali nazionali e sovranazionali, come ad ottenerne un raffronto numerico, grafico, di intuibile comprensione;
- un file ppt, che riporta alcuni tracciamenti dati ottenuti con l’utilizzo di un software open source, estremamente significativo per chi volesse valutare l’effettiva democraticità del navigare sulla rete.
lunedì 16 febbraio 2009
LA BAIA DEI PIRATI ALLA SBARRA

In "Death of Cyberspace" di Lawrence Lessig, c'è una geniale anticipazione di quanto stiamo vivendo in questi giorni: oggi in Svezia, inizia, il processo più importante degli ultimi dieci anni per il peer to peer; quello a Pirate Bay, il più noto sito web per scaricare file di ogni tipo, gratis, grazie alla tecnologia torrent. I rappresentanti legali dell'industria del copyright si contrappongono ai gestori del sito: gli svedesi Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundstrom.
Non è un processo come tanti quello contro Pirate Bay, perché il sito simbolo del peer to peer, rappresenta la filosofia libertaria di quanti vivono in rete eludendo il copyright, convinti - Lessig per primo - che la cultura debba circolare liberamente nel cyberspace. Il processo è seguitissimo dalla stampa di tutto il mondo, da blogger e user pronti a sostenere i giovani gestori del sito. Pirate Bay, cerca di sensibilizzare l'e-opinion rendendo il processo stesso un fenomeno mediatico - a tal proposito ha aperto un sito dedicato che fornisce aggiornamenti in real time di quanto accade in aula-; sfruttare il processo per portare avanti le proprie idee è un ottimo veicolo di pubblicità, l'avversione ad un vecchio modello di promulgazione della cultura, ancora legata agli editori ed alle case discografiche.
Purtroppo, cari amici lettori, il vento sta cambiando, in Europa e nel mondo, le previsioni di Lessig diventano ogni giorno sempre più reali, legali contro legali, lacci e laccioli imbriglieranno la rete con il pretesto del diritto d'autore, gli interessi in ballo sono enormi e nuove leggi e tribunali sembrano aver preso di petto la questione tentando di risolverla una volta per tutte.. Vedremo come andrà a finire, speriamo solo che Lessig sia stato troppo pessimista.
Non è un processo come tanti quello contro Pirate Bay, perché il sito simbolo del peer to peer, rappresenta la filosofia libertaria di quanti vivono in rete eludendo il copyright, convinti - Lessig per primo - che la cultura debba circolare liberamente nel cyberspace. Il processo è seguitissimo dalla stampa di tutto il mondo, da blogger e user pronti a sostenere i giovani gestori del sito. Pirate Bay, cerca di sensibilizzare l'e-opinion rendendo il processo stesso un fenomeno mediatico - a tal proposito ha aperto un sito dedicato che fornisce aggiornamenti in real time di quanto accade in aula-; sfruttare il processo per portare avanti le proprie idee è un ottimo veicolo di pubblicità, l'avversione ad un vecchio modello di promulgazione della cultura, ancora legata agli editori ed alle case discografiche.
Purtroppo, cari amici lettori, il vento sta cambiando, in Europa e nel mondo, le previsioni di Lessig diventano ogni giorno sempre più reali, legali contro legali, lacci e laccioli imbriglieranno la rete con il pretesto del diritto d'autore, gli interessi in ballo sono enormi e nuove leggi e tribunali sembrano aver preso di petto la questione tentando di risolverla una volta per tutte.. Vedremo come andrà a finire, speriamo solo che Lessig sia stato troppo pessimista.
QUALCHE CHIARIMENTO SULLA TRACCIATURA DEI DATI
In un "post più vecchio" ho trattato la tracciatura dei dati su Internet; in che maniera può essere fatta, quali sono le motivazioni per cui si fa, quali gli scopi. Attraverso questo link.. tento di portare alla luce un punto di vista nuovo, ovvero, una volta che abbiamo imparato a tracciare il percorso dei dati, perché non proviamo ad analizzare questo sentiero? Osservando con attenzione il cammino dei dati mentre raggiungono la Cina, Cuba, il Venezuela o altre destinazioni, noteremo che in ogni caso le varie comunicazioni "debbono" transitare per dei nodi americani.. Tutti i dati passano queste forche caudine, vadano verso il Giappone, verso l'Africa, verso il Sud-America . In larga parte, siano informative scambiate fra ambasciate o lettere d'amore per San Valentino, siano esse transazioni commerciali o messaggi d'auguri, hanno un unico tracciato obbligato da ripercorrere. Non è inquietante sapere che poche persone al mondo possono "scrutare" qualsiasi tipo di informazione trasmessa sulla rete? A me vengono i brividi..
sabato 14 febbraio 2009
WAES COMPARATI
Seguendo il Blog di Giacomo, notando la sua pubblicazione di un'analisi WAES fatta al sito del Governo irlandese ho pensato di riportare in un file /*.xls/ una sorta di report di varie analisi svolte da alcune/i mie/i colleghe/i. A questo link potrete fruire comodamente del risultato, nella tabella pivot realizzata sono stati inseriti i WAES di:Marianna; Antonello; Romilda; Gianfranco e Corrado.
Nel file si troveranno tutte le indagini rapportate fra loro con una "svelta" analisi grafico-comparativa che faccia rendere conto del rapporto fra i vari approcci all'e-democracy di alcuni Governi Istituzionali nel mondo.
venerdì 13 febbraio 2009
Ecco la risposta di Facebook

I vertici americani del Social Network, seppur con qualche ritardo, danno una risposta all'emendamento D'Alia (UDC). Fb risponde che adottare una politica del genere è come adottare come misura di sicurezza l'interruzione di una linea ferroviaria perché sui vagoni dei treni i graffiti rappresentano immagini e scene sconce o da censurare. [Sob!!] Non si viaggerebbe più né in Vesuviana né in Metropolitana, sì si potrebbe chiudere un nodo ferroviario come si chiude un network, potrebbe essere un'idea, fra le tanti geniali dei nostri amministratori questa non sfigurerebbe.
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