Vorrei segnalarvi un link ad un sito molto iteressante che tratta degli incidenti sul lavoro:
http://www.ilmondochevorrei.org/ provate a visitarlo ci sono molte informazioni ed è ben curato.
venerdì 24 aprile 2009
mercoledì 1 aprile 2009
Primo aprile qualche voce a favore di un'Internet libera
Si è scoperto che sulla rete funzionano i modelli dove l’industria culturale prende l’iniziativa e capisce che per evitare che la rete le provochi danni irreparabili bisogna inventare, capisce che non bisogna chiedere l’intervento delle forze dell'ordine, ma bisogna adottare una tattica zen, capire la rete e avere un’offerta coerente con i suoi meccanismi distributivi (leggi l'articolo di Repubblica del 1-04-2009)
venerdì 20 marzo 2009
Da La Repubblica di oggi 20 marzo 2009
Il Ministro della Giustizia on. Alfano riparla di controllo della Rete, lo fa nel peggiore dei modi mostrando o di non aver capito la domanda che gli è stata posta da una ragazzino di V° Elementare o di non conoscere perfettamente le leggi a cui il suo Ministero sovrintende (Repubblica 20 marzo 2009). Provate a leggere l'articolo.
lunedì 23 febbraio 2009
ULTIMI INDIRIZZI WEB AFFRETTARSI
In vigore dal 1981, l'attuale protocollo degli indirizzi delle reti di Internet, l'Ipv4, consente di gestire fino a quattro miliardi di indirizzi di terminali, soglia - peraltro teorica - che secondo gli esperti sarà raggiunta entro un paio d'anni (repubblica del 23 febbraio). Ecco dal 2001 potrebbero non esserci più indirizzi web disponibili.Occorrerebbe accelerare l'Ipv6, e quindi gli investimenti nella banda larga
giovedì 19 febbraio 2009
mercoledì 18 febbraio 2009
PREMESSA AL FINAL REPORT
La globalità, con le sue tecnologie ha condotto ad una richiesta di rinnovamento, nelle democrazie occidentali ad una reinvenzione del modo di governare e di farsi governare. La telematica, va via via assumendo un ruolo fondamentale, le nuove tecnologie hanno permesso la rapida circolazione delle informazioni e la creazione di linguaggi comuni, guidando, a profonde trasformazioni organizzative e istituzionali, le democrazie contemporanee. In uno stato moderno le nuove tecnologie sono il nerbo dei processi comunicativi e di socializzazione evoluta, tra istituzioni e cittadini, ecco dunque, che nel corso di Politiche per il Governo e la Democrazia Elettronica, si è tentato di ricostruire da un punto di vista tecnico concettuale il modello della democrazia elettronica, mediante l’utilizzo di: indicatori empirici, lezioni in aula, attività di laboratorio, ricerche ed altro ancora. Gli indicatori dell’e-democracy e dell'e-government hanno dato supporto pratico all’analisi dei progetti di democrazia elettronica e governo elettronico. Metodologie ed indicatori, più solitamente impiegati dalle istituzioni nazionali e sopranazionali nelle fasi di elaborazione, realizzazione e monitoraggio dei programmi di sviluppo di questa nuova modalità di organizzazione della politica democratica. A tal proposito sono stati trattati in modo approfondito alcuni fra gli esercizi più sintomatici di governo elettronico a vari livelli di organizzazione del potere politico. Tuttavia l’esperienza didattica formativa non si è esaurita in questo, anzi, l’insegnamento all’uso pratico di un programma di pubblicazione guidata – Blog – ha dato il via, contemporaneamente, ad una serie di confronti fra studenti i quali ognuno a suo modo, hanno reso possibile con la tecnica del diario online, la comune crescita critica. In ordine, almeno per quanto concerne la nostra esperienza, sono stati trattati i seguenti temi:
- cos’è l’E-Democracy;
- l’indicatore E-Pi – Electronic Party index –, sua applicazione;
- l’indicatore E-Li – Electronic Parliament index –, sua applicazione;
- l’indicatore WAES – Web Site Attribute System –, sua applicazione;
- il Traceroute, metodo di tracciamento dei dati, sua applicazione.
- in una tabella (pivot) excell le varie analisi di indicatori WAES di vari siti istituzionali nazionali e sovranazionali, come ad ottenerne un raffronto numerico, grafico, di intuibile comprensione;
- un file ppt, che riporta alcuni tracciamenti dati ottenuti con l’utilizzo di un software open source, estremamente significativo per chi volesse valutare l’effettiva democraticità del navigare sulla rete.
lunedì 16 febbraio 2009
LA BAIA DEI PIRATI ALLA SBARRA

In "Death of Cyberspace" di Lawrence Lessig, c'è una geniale anticipazione di quanto stiamo vivendo in questi giorni: oggi in Svezia, inizia, il processo più importante degli ultimi dieci anni per il peer to peer; quello a Pirate Bay, il più noto sito web per scaricare file di ogni tipo, gratis, grazie alla tecnologia torrent. I rappresentanti legali dell'industria del copyright si contrappongono ai gestori del sito: gli svedesi Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundstrom.
Non è un processo come tanti quello contro Pirate Bay, perché il sito simbolo del peer to peer, rappresenta la filosofia libertaria di quanti vivono in rete eludendo il copyright, convinti - Lessig per primo - che la cultura debba circolare liberamente nel cyberspace. Il processo è seguitissimo dalla stampa di tutto il mondo, da blogger e user pronti a sostenere i giovani gestori del sito. Pirate Bay, cerca di sensibilizzare l'e-opinion rendendo il processo stesso un fenomeno mediatico - a tal proposito ha aperto un sito dedicato che fornisce aggiornamenti in real time di quanto accade in aula-; sfruttare il processo per portare avanti le proprie idee è un ottimo veicolo di pubblicità, l'avversione ad un vecchio modello di promulgazione della cultura, ancora legata agli editori ed alle case discografiche.
Purtroppo, cari amici lettori, il vento sta cambiando, in Europa e nel mondo, le previsioni di Lessig diventano ogni giorno sempre più reali, legali contro legali, lacci e laccioli imbriglieranno la rete con il pretesto del diritto d'autore, gli interessi in ballo sono enormi e nuove leggi e tribunali sembrano aver preso di petto la questione tentando di risolverla una volta per tutte.. Vedremo come andrà a finire, speriamo solo che Lessig sia stato troppo pessimista.
Non è un processo come tanti quello contro Pirate Bay, perché il sito simbolo del peer to peer, rappresenta la filosofia libertaria di quanti vivono in rete eludendo il copyright, convinti - Lessig per primo - che la cultura debba circolare liberamente nel cyberspace. Il processo è seguitissimo dalla stampa di tutto il mondo, da blogger e user pronti a sostenere i giovani gestori del sito. Pirate Bay, cerca di sensibilizzare l'e-opinion rendendo il processo stesso un fenomeno mediatico - a tal proposito ha aperto un sito dedicato che fornisce aggiornamenti in real time di quanto accade in aula-; sfruttare il processo per portare avanti le proprie idee è un ottimo veicolo di pubblicità, l'avversione ad un vecchio modello di promulgazione della cultura, ancora legata agli editori ed alle case discografiche.
Purtroppo, cari amici lettori, il vento sta cambiando, in Europa e nel mondo, le previsioni di Lessig diventano ogni giorno sempre più reali, legali contro legali, lacci e laccioli imbriglieranno la rete con il pretesto del diritto d'autore, gli interessi in ballo sono enormi e nuove leggi e tribunali sembrano aver preso di petto la questione tentando di risolverla una volta per tutte.. Vedremo come andrà a finire, speriamo solo che Lessig sia stato troppo pessimista.
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