lunedì 16 febbraio 2009

LA BAIA DEI PIRATI ALLA SBARRA


In "Death of Cyberspace" di Lawrence Lessig, c'è una geniale anticipazione di quanto stiamo vivendo in questi giorni: oggi in Svezia, inizia, il processo più importante degli ultimi dieci anni per il peer to peer; quello a Pirate Bay, il più noto sito web per scaricare file di ogni tipo, gratis, grazie alla tecnologia torrent. I rappresentanti legali dell'industria del copyright si contrappongono ai gestori del sito: gli svedesi Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundstrom.

Non è un processo come tanti quello contro Pirate Bay, perché il sito simbolo del peer to peer, rappresenta la filosofia libertaria di quanti vivono in rete eludendo il copyright, convinti - Lessig per primo - che la cultura debba circolare liberamente nel cyberspace. Il processo è seguitissimo dalla stampa di tutto il mondo, da blogger e user pronti a sostenere i giovani gestori del sito. Pirate Bay, cerca di sensibilizzare l'e-opinion rendendo il processo stesso un fenomeno mediatico - a tal proposito ha aperto un sito dedicato che fornisce aggiornamenti in real time di quanto accade in aula-; sfruttare il processo per portare avanti le proprie idee è un ottimo veicolo di pubblicità, l'avversione ad un vecchio modello di promulgazione della cultura, ancora legata agli editori ed alle case discografiche.

Purtroppo, cari amici lettori, il vento sta cambiando, in Europa e nel mondo, le previsioni di Lessig diventano ogni giorno sempre più reali, legali contro legali, lacci e laccioli imbriglieranno la rete con il pretesto del diritto d'autore, gli interessi in ballo sono enormi e nuove leggi e tribunali sembrano aver preso di petto la questione tentando di risolverla una volta per tutte.. Vedremo come andrà a finire, speriamo solo che Lessig sia stato troppo pessimista.

QUALCHE CHIARIMENTO SULLA TRACCIATURA DEI DATI

In un "post più vecchio" ho trattato la tracciatura dei dati su Internet; in che maniera può essere fatta, quali sono le motivazioni per cui si fa, quali gli scopi. Attraverso questo link.. tento di portare alla luce un punto di vista nuovo, ovvero, una volta che abbiamo imparato a tracciare il percorso dei dati, perché non proviamo ad analizzare questo sentiero? Osservando con attenzione il cammino dei dati mentre raggiungono la Cina, Cuba, il Venezuela o altre destinazioni, noteremo che in ogni caso le varie comunicazioni "debbono" transitare per dei nodi americani.. Tutti i dati passano queste forche caudine, vadano verso il Giappone, verso l'Africa, verso il Sud-America . In larga parte, siano informative scambiate fra ambasciate o lettere d'amore per San Valentino, siano esse transazioni commerciali o messaggi d'auguri, hanno un unico tracciato obbligato da ripercorrere. Non è inquietante sapere che poche persone al mondo possono "scrutare" qualsiasi tipo di informazione trasmessa sulla rete? A me vengono i brividi..

sabato 14 febbraio 2009

WAES COMPARATI

Seguendo il Blog di Giacomo, notando la sua pubblicazione di un'analisi WAES fatta al sito del Governo irlandese ho pensato di riportare in un file /*.xls/ una sorta di report di varie analisi svolte da alcune/i mie/i colleghe/i. A questo link potrete fruire comodamente del risultato, nella tabella pivot realizzata sono stati inseriti i WAES di:
Marianna; Antonello; Romilda; Gianfranco e Corrado.
Nel file si troveranno tutte le indagini rapportate fra loro con una "svelta" analisi grafico-comparativa che faccia rendere conto del rapporto fra i vari approcci all'e-democracy di alcuni Governi Istituzionali nel mondo.

venerdì 13 febbraio 2009

Ecco la risposta di Facebook


I vertici americani del Social Network, seppur con qualche ritardo, danno una risposta all'emendamento D'Alia (UDC). Fb risponde che adottare una politica del genere è come adottare come misura di sicurezza l'interruzione di una linea ferroviaria perché sui vagoni dei treni i graffiti rappresentano immagini e scene sconce o da censurare. [Sob!!] Non si viaggerebbe più né in Vesuviana né in Metropolitana, sì si potrebbe chiudere un nodo ferroviario come si chiude un network, potrebbe essere un'idea, fra le tanti geniali dei nostri amministratori questa non sfigurerebbe.

giovedì 12 febbraio 2009

COME FARSI MALE DA SOLI ANCHE SE NON LO SI DESIDERA

In proposito a quanto riferito nel post precedente, vi collego ad un'intervista a D'Alia che la dice lunga su quanto si prospetta per Social Network, Blog, e quant'altro.. Rivelazioni che hanno del fantastico del tipo che se io dico una parolaccia ad Antonello, o peggio gli dico che gli romperò la faccia appena lo rivedo, ed anche se Antonello è il nick name di un tizio che abita dall'altra parte del mondo - avendo riportato una "minaccia" il blog, Social Network o quel che sia, deve essere oscurato. Di questo passo potrò scrivere che odio a morte Giacomo, per far oscurare un intera piattaforma per Blog, il nostro nella fattispecie. Oggi, dove le minacce volano al primo incrocio con le auto in transito a croce uncinata - croce uncinata si potrà dire? Boh?! Anche se Giacomo non mi legge e non lo sa! Ragazzi il problema è serio.

P.S.: se a quanto detto aggiungiamo le vibrate proteste di Rifondazione Comunista per la cancellazione della propria pagina da Facebook il quadro è completo

COME FARSI DEL MALE DA SOLI

Leggo da Repubblica online l'articolo, relativo alle problematiche nascenti non solo su Face Book, ma su tutti i social network, ossia, usare il Sn non per allargare le proprie conoscenze esercitando il diritto democratico dell'esprimersi liberamente, ma utilizzandolo per inutili facezie, per stupide cose Tutto ciò apre una serie di domande: "è giusto censurare colui che inneggia a Totò Riina? E se un giorno un utente di Fb si dedicasse alla più greve blasfemia, sarebbe da censurare?" Secondo Lessig, non si può ledere il dritto di alcuno ad esprimersi ma qualche dubbio in questi casi sorge "spontaneamente". Non basta giustificarsi pensando che la "madre dei cretini è sempre gravida"; ci vuole altro, più mobilitazione, coprire semmai il marcio col velo della non curanza. Oggi un emendamento a firma D'Alia potrebbe richiedere la messa in campo di ulteriori controlli sulla rete, controlli che stavolta agirebbero direttamente sui social network. Lessig ne resterebbe esterrefatto, ma se la motivazione come si legge nell'articolo è quella di evitare che su Fb si inneggi a Totò Riina, è chiaro che sia comprensibile che parte dell'audience conceda un minimo di accordo nello stringere ulteriormente le maglie dei controlli. In effetti qualche riferimento del genere lo ritroviamo anche nelle riflessioni di J. L. Zitrain. Se ad esempio un buontempone si spaccia per Alessandro Del Piero, creando una falsa identità sul social network più in voga, e se attraverso questa falsa identità passa il tempo ad inneggiare al nazismo e all'antisemitismo, è ovvio che il calciatore ignaro, per tutelare la sua immagine e soprattutto perché contrario a quanto accreditatogli, si rivolga ad un legale per le cautele del caso.. ed ecco paventarsi lo spettro della guerra fra legali tanto temuta da Lawrence Lessig, una guerra fratricida che potrebbe spegnere con i suoi ammorbanti fumi la vita della e nella rete.

venerdì 6 febbraio 2009

MESSAGGIO PER IL VISITATORE

Ormai le ore dedicate alle lezioni in aula ed al laboratorio sono terminate, è tempo di: report, resoconti, bilanci. E' in via di stesura, la relazione finale che riassuma in brevi ma cogenti righe: impressioni, valutazioni ed esperienze -che hanno arricchito l'e-pensiero di tutti gli allievi-. Nello specifico Giacomo ed io tratteremo il cyberspace ed i limiti alla sua libera fruizione dal punto di vista di Zittrain e Lessig (non trascurando al riguardo le opinioni di Stallman), con l'intento di interpretare il pensiero di questi fondamentali scienziati della legalità e del web e darne un resoconto ampio ai lettori del blog e non solo.

P.S.: Il blog sul quale stai navigando è stato impostato per favorire una lettura dal primo argomento postato all'ultimo, come si fruisse di un libro.